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Ultimi appuntamenti a Nureci
Augusto Enriquez al Dromos Festival
25 luglio 2009- È toccato a San Vero Milis l’onore di ospitare l’apertura del più importante festival della provincia di Oristano.
Con due appuntamenti di straordinario rilievo artistico, ha inaugurato ieri sera Dromos, quest’anno dedicato al tema della clandestinità.
L’intrattenimento piacevole della musica e dell’arte si lega perfettamente alla riflessione impegnata su temi etici e politici.
Gli sguardi che emergono dai quadri di Udo Rein, ad esempio, comunicano la disperazione e la solitudine di chi è emarginato, gridando allo stesse tempo aiuto, ma in silenzio, senza clamore.
Le sue opere nascono prima come documentario, frutto di un lavoro che dura anche per lunghi mesi, quindi vengono trasformate in collage di fotogrammi.
L’esposizione dell’artista tedesco resterà nel centro sociale di San Vero in via San Nicolò fino al 13 agosto.
Anche la cantante Elena Ledda, che ha dato il via così, nei giardini del museo civico, alla sezione dedicata ai concerti, ha scelto brani significativi della tradizione sarda legati alla religione per il loro ruolo di collante sociale e comunicativo, pensando in particolare a chi non ha diritto di esprimesi nella propria lingua, come i kurdi.
Un pensiero infine è andato a chi in questi giorni sta bruciando la nostra terra: e la rabbia si è trasformata in musica.
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27 luglio 2009- Nelle sale dell’Hospictalis Santi Antoni di Oristano, intorno al tavolo love difference, dell’artista Michelangelo Pistoletto, ha preso il via il ciclo di dibattiti che percorrono l’intero festival di Dromos come un scarica elettrica di idee, provocazioni e visioni del mondo che scivolano fuori dai binari della consuetudine.
Al primo incontro, che si è sviluppato intorno al tema del clandestino nell’esperienza artistica contemporanea, hanno preso parte gli artisti Udo Rein, Salvatore Garau e Roberto Fonseca.
Il musicista cubano ha proposto ieri sera in piazza Eleonora il suo ultimo album, akokan, ma le sue note sono risuonate anche sabato sera, nel giardino dell’Hospictalis Santi Antoni, davanti a un pubblico incantato ed estasiato.
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