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Donazione cordone ombelicale: cosa fare?


Donazione del cordone ombelicale: un argomento delicato, sconosciuto a molti, e sul quale alcuni cercano di speculare, puntando sulla preoccupazione delle mamme per il futuro dei propri bambini.

Per fare chiarezza, il centro trasfusionale dell’ospedale San Martino ha organizzato un incontro con il genetista Licinio Contu. Tra gli argomenti affrontati, le possibilità concrete di utilizzo delle staminali.

Grazie al trapianto di cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale è possibile guarire completamente da quasi tutte le malattie genetiche e neoplastiche, malattie il cui numero aumenta in Italia parallelamente alla crescente intossicazione ambientale - esemplare è il caso dell'incidente nucleare di Chernobyl, che vide crescere a dismisura i tumori del sangue – e che presumibilmente renderà sempre più necessario il ricorso al trapianto.

Tre i tipi di donazione possibile: solidale, dedicata e autologa. La prima è quella in cui la madre decide di donare alla banca pubblica il sangue del cordone ombelicale; quella dedicata si può attuare nel caso ci sia un familiare ammalato; l’autologa è vietata in Italia, mentre le società estere lo raccolgono a pagamento.

Oltre al fatto che dopo circa 15 anni il cordone non è più utilizzabile, per cui una famiglia spende inutilmente dei soldi per la conservazione, qualora dovesse servire al bambino, la legge vieta il rientro in Italia delle staminali. Se invece tutte le mamme scegliessero la donazione solidale, si creerebbe una banca di staminali accessibile a qualunque cittadino in caso di bisogno.

Solo che al momento sono solo 18 i punti di raccolta in Italia.

Ma in Sardegna sta per aprire il 19°.

In ogni caso, chi partorisce in un ospedale dove ancora non c’è la raccolta pubblica, può comunque chiedere la conservazione del cordone ombelicale in uno dei centri attualmente attivi in Italia. Così come si spedisce all’estero, infatti, si può spedire nel resto della penisola. Occorre però che le mamme cambino prospettiva e accettino la donazione per gli altri, e non per il proprio bebé.

16 / 03 / 2010



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Altre notizie utili da sapere sulla donazione del cordone ombelicale

I VANTAGGI

Molteplici sono i benefici del trapianto di cellule prelevate dal cordone ombelicale rispetto a quello di midollo osseo, che fino al 1989 era l'unica strada per la cura di leucemia, talassemia ed altre malattie genetiche... leggi

IL FABBISOGNO

Le 30.000 unità conservate nelle Banche del cordone italiane sono un numero ancora lontano dal fabbisogno nazionale... leggi

LA TRUFFA

Si tratta di un'attività truffaldina – spiega Contu – in quanto queste società, che in Italia sono 43, promettono alle donne e ai loro figli un'assicurazione biologica sulla vita dietro il pagamento di una cifra che va da 2000 a 3000 euro per il prelievo e di 200-300 euro all'anno per la conservazione... leggi

COSA FARE

Licinio Contu lancia un appello: favorire la raccolta pubblica e la donazione a scopo solidale del cordone... leggi

16 / 03 / 2010

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La banca in Sardegna

Presto anche la Sardegna avrà la sua Banca del cordone ombelicale, una struttura che avrà sede presso il Centro Regionale Trapianti dell'ospedale Binaghi di Cagliari in cui potranno essere raccolte le sacche provenienti da tutti i punti nascita della Sardegna, fra cui quelli di Oristano e Bosa. A darne l'annuncio è stato il genetista Licinio Contu nel corso dell'incontro con i sanitari e con i volontari di ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo), AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi) e AVIS (Associazione Italiana Volontari Sangue) organizzato dal Centro Trasfusionale dell'ospedale San Martino presso la Sala Conferenze del nosocomio oristanese.

«Si tratta di un importante traguardo – ha commentato il genetista sardo – che arriva dopo dodici anni di battaglia per la sua istituzione. La Sardegna soffre infatti più di altre regioni d'Italia di malattie endemiche, in particolare la talassemia, che possono essere curate grazie alle cellule provenienti dal sangue del cordone ombelicale».

La Banca del cordone sarda sarà la diciannovesima in Italia, che ne conta 8 al Nord, 5 al Centro e 5 al Sud del Paese. Attualmente le strutture italiane raccolgono complessivamente 30.685 unità di cordone ombelicale, di cui circa 28.000 conservate per scopo solidale, disponibili cioè alla donazione a un paziente sconosciuto; 1.900 per scopo dedicato, per il trapianto di un familiare malato o all'interno di una famiglia ad alto rischio; 113 per scopo autologo, ovvero per il trapianto sullo stesso soggetto da cui provengono le cellule del cordone ombelicale. Quest'ultima modalità però, come ha spiegato Contu, è vietata dalla legge italiana se non in casi espressamente e strettamente consentiti.


16 / 03 / 2010

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Dietro il sipario

Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui



Il canto delle sirene

Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più

facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie

dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di

perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con

un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa

abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,

che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come

Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i

tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.

Ma un individuo.


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