Discarica abusiva a Oristano Bisognerebbe chiamarli terroristi. Con l'aggiunta di un aggettivo: terroristi ambientali. Perché è questo il ruolo che rivestono i cittadini irresponsabili, senza alcuna coscienza civica, che con estrema facilità e noncuranza abbandonano i rifiuti sul ciglio delle strade. E non solo in campagna, lontano dagli sguardi. Ma anche, con grande sfrontatezza, a pochi passi dal centro abitato di Oristano. In fila, ordinati come se dovesse passare da un momento all'altro il camion che ritira la spazzatura, troviamo inerti con resti di cemento, sacchi neri ripieni di ogni materiale inquinante, batterie per auto, con i segni di un tentativo di incenerimento. E ancora ferro, vetro, resti di ceramiche di sanitari, frigoriferi, televisori, pneumatici, boyler. Ci sono persino una stufa, una cucina, una rete per materasso, una bici e un ombrellone: si potrebbe arredare un intero appartamento. Peccato che sia invece tutto arrugginito e, con le piogge, i detriti e le sostanze si riversino nei canali circostanti, alterando l'intero ecosistema. E tutto questo, accade ad appena 50 metri dal nuovo parcheggio dietro l'ospedale San Martino. 11 / 03 / 2008
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