Convegno sulla lingua e l’identità Sarda
“Il popolo sardo deve riuscire a mediare tra le due opposte tendenze che, prese singolarmente, conducono a un’identità fondamentalista o, dal versante opposto, all’autonegazione di sé. E per evitare di cadere sia nella coerenza, che non concede nulla, sia nel magma informe, dove tutto è ammesso, i sardi devono scegliere un’identificazione che guarda al futuro e non al passato”
Sono le parole di Francesco Sedda, semiologo dell’università di Sassari e di Roma Tor Vergata, intervenuto durante il convegno “Su populu sardu: de s’identitade a s’identificadura”.
La giornata di studio, che si è tenuta nell’edificio del centro sociale di Sorradile, è stata organizzata dalla locale pro loco, dalla Provincia di Oristano e dalla Libera università mediterranea, per discutere sui temi della diffusione lingua sarda e del processo che dovrebbe portare all’identificazione del popolo sardo.
Questa è la nozione verso cui dovremmo concentrarci – ha spiegato professore Sedda - perché l’identità implica qualcosa di statico, che si subisce con passività, mentre l’identificazione è dinamica, si sceglie con l’azione consapevole e soprattutto guarda al futuro.
Al dibattito di Sorradile hanno preso parte anche l’antropologo Bachisio Bandinu, scrittori e fumettisti scrivono in sardo e il presidente della provincia Pasquale Onida.
30 settembre 2007
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