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Contro il reato di Clandestinità


Con grande piacere possiamo dire che l’appello lanciato qualche giorno fa dal blog oristanese “La Furia Rossa” di svolgere un’azione dimostrativa nella nostra cittadina contro l’introduzione del reato di clandestinità, non è caduto nel vuoto.
Martedì 11 durante la notte bianca, con una piazza Eleonora gremita di gente, una ventina di ragazze e ragazzi hanno occupato per più di un’ora le scalinate del comune e - con striscioni, bandiere, canti pacifisti e popolari, slogan - hanno svolto un presidio antirazzista e per i diritti umani, in solidarietà agli immigrati. Questi ultimi duramente colpiti dalla razzistica legge sulla sicurezza entrata in vigore sabato scorso.
“NO AL REATO DI CLANDESTINITA” “LA PACE E’ L’UNICA SICUREZZA” “VIVA L’ITALIA MULTIETNICA” recitavano gli striscioni, che facevano comprendere le ragioni della nostra protesta.
Siamo convinti che la sicurezza non è chiudere le frontiere e rendere illegali gli essere umani. La nostra concezione di sicurezza è diversa.
In Italia, noi crediamo che la sicurezza debba essere quella di avere una casa - quanti edifici pubblici e privati abbandonati a se stessi e quanta gente nella strada o costretta a sopravvivere per pagare l’affitto? Quanti anni per ottenere gli alloggi popolari e quante irregolarità dietro?;
la sicurezza di tornare vivo a casa dopo una giornata di lavoro, perché quotidiane sono le morti bianche – quanti nomi ancora da aggiungere alla lista? Quante grazie ancora ai padroni e agli industriali che giocano con le vite dei lavoratori?;
la sicurezza di avere una libera informazione;
la sicurezza di essere governati da persone pulite e non coinvolte negli affari della malavita organizzata – per quanto ancora dobbiamo vedere dei condannati svolgere la propria attività nei palazzi istituzionali? Per quanto ancora uomini settantenni devono decidere sul nostro futuro, che poi loro non vedranno?
I Giovani Comunisti subito hanno accolto e con forza rilanciato l’appello.
E’ per noi un onore che ragazzi di diverse provenienze politiche, comunisti, socialisti (quelli del libro aperto e della falce e martello, ci teniamo a precisare!), anarchici, si siano rivolti a noi per l’organizzazione dell’iniziativa e abbiano potuto usufruire dei nostri spazi. Ciò significa che qualcosa stiamo muovendo in una città politicamente e culturalmente pessima, ciò significa che un anno di lotta intensa nelle scuole e nelle strade è servita, ciò significa che la fiducia si riacquista stando con chi vive nei luoghi di conflitto sociale.
Ed è con questi ragazzi – “di strada” come direbbe Majakovskij - che noi vogliamo costruire un percorso comune di lotta, non con i partiti falso-progressisti che ammaestrano i propri giovani per poi inserirli nel mondo delle poltrone e dei maxistipendi.
Per adesso non ci interessa la rivoluzione.
Per adesso ci interessa scuotere le coscienze.
Noi lo stiamo facendo, dal basso e a sinistra.
Giovani Comunisti Oristano

http://gcoristano.splinder.com/

17 / 08 / 2009




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Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i

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