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Concorso camera Commercio Oristano per tesi di Laurea Un’ipotesi di gestione dello stagno di Santa Giusta e un proposta per la produzione fuori stagione del latte ovino in Sardegna: sono gli argomenti delle due tesi di laurea vincitrici del concorso bandito dalla Camnera di commercio di Oristano e riservato ai laureati nel 2007. Il primo premio è stato assegnato ad Alessandra Spano di Santa Giusta e il caso ha voluto che la vincitrice fosse anche l’assessore all’ambiente del Comune, dunque direttamente interessata all’argomento. Un particolare sino a oggi non noto neppure al presidente della giuria, il professor Antonio Farris, dell’Università di Sassari, che durante la cerimonia di premiazione svoltasi nell’ambito della rassegna Sardegnacavalli, prima ha rivolto all’assessore Spano un invito a tenere conto degli studi e dei suggerimenti contenuti nella tesi di laurea, e poi, con un pizzico di stupore, ha appreso che la destinataria di quell’invito oltre che assessore era anche l’autrice della tesi.
Il suo lavoro di ricerca ha messo in evidenza i limiti della gestione dello stagno di Santa Giusta. “Sino agli anni settanta era uno dei più produttivi d’Europa: per studiarlo venne una delegazione persino dal Giappone”, ha spiegato la neodottoressa. “Poi negli anni ottanta i problemi e la moria disastrosa del 1989”. Da allora il declino testimoniato in modo esplicito da poche cifre: oggi la media di pescato è di 50 chilogrammi per ettaro l’anno, a fronte dei 700 chilogrammi del passato.
Danilo Carta, di Borore, è invece il secondo classificato con la tesi sulla cosiddetta “destagionalizzazione della produzione del latte ovino”. Carta ha condotto la ricerca in cinque aziende zootecniche: due nel Comune di Cuglieri, due in quello di Tramatza e una nel Comune di Solarussa. “La destagionalizzazione dei parti di una parte del gregge”, ha spiegato nella sua tesi Danilo Carta, “apporta una serie di vantaggi al sistema produttivo. Per gli allevatori si ha una distribuzione uniforme del carico di lavoro durante l’arco dell’anno, con migliore utilizzazione degli impianti e la possibilità di vendere latte e agnelli a un prezzo migliore”. Per i trasformatori ugualmente si ha un’ottimizzazione dei processi produttivi e un’azione di vendita decisamente più favorevole ed efficace.
01 / 10 / 2008
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