Comuni ricicloni 2008
Con una percentuale di raccolta differenziata del 70, 68, il comune di Santa Giusta si è aggiudicato il secondo premio nella classifica “Comuni ricicloni 2008”, nella sezione area sud sotto i 10 mila abitanti. E considerando che il primo classificato è un comune di nemmeno due mila abitanti, la città lagunare, con i suoi quasi 5mila cittadini e la raccolta al mare nei due mesi estivi che abbassano la media, ha raggiunto un risultato davvero importante. La segue di poco Solarussa, quarto posto, e Palmas, al 21°. Da notare anche che la soglia per poter essere premitati era del 40 per cento, ma i nostri centri sono tutti intorno al 70. Un ottimo traguardo anche per l'associazione dei comuni Arcitirso, di cui fanno parte, oltre a quelli già citati, anche Villaurbana, Zeddiani, Siamanna, simaxis e Riola. Loro hanno iniziato la differenziata nel 2007 perciò non sono rientrati nella premiazione singola, ma gli indici sono già ottimi. E infatti, tutti insieme, hanno ottenuto il terzo posto. In questo caso la competizione era su scala nazionale, perciò i paesi oristanesi, hanno davvero fatto un bel lavoro, se si tiene presente che rispetto al nord Italia qui la differenziata è partita molto più tardi. Merito dei cittadini, prima di tutto, dicono all'unanimità i sindaci: sono loro a fare il primo lavoro e senza la loro collaborazione non avremmo ottenuto questi risultati. Perciò verranno premiati con la diminuzione delle tasse sulla spazzatura. 18 / 07 / 2008
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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