Commissione Europea in visita in Sardegna
Discutere delle conseguenze che le decisioni prese a Bruxelles hanno nell'agricoltura e nella pesca: è questo l'obbiettivo della visita della delegazione dei deputati del parlamento europeo in Sardegna dal 12 al 14 giugno. Oltre alle tappe istituzionali infatti, la delegazione delle commissioni Agricoltura e Pesca aprirà il dialogo agli attori principali delle attività produttive: pescatori e agricoltori. Composta da otto eurodeputati rappresentanti il Belgio, la Francia, la Germania, la Polonia, l'Ungheria, la Grecia, il Portogallo e l'Olanda, la delegazione ha scelto di venire in Sardegna grazie all'iniziativa di Giovanna Corda, l'eurodeputata eletta nelle liste del partito socialista belga, ma nata a Carbonia da una famiglia di minatori emigrati in Belgio negli anni '50. Nei suoi intenti e nelle dichiarazioni programmatiche, infatti, c'è la volontà di promuovere la sua terra d'origine direttamente nel Parlamento Europeo. Si comincia allora domani mattina a Pula, con il sopralluogo nella cooperativa agricola Terre e Sole, specializzata nella produzione di pomodori di alta qualità. Nel primissimo pomeriggio, trasferimento ad Arborea, per la visita nell'azienda lattiero casearia della 3A. Alle 17.30 appuntamento in Peschiera Pontis a Cabras, dove la delegazione sarà accolta dal Gruppo di azione locale Montiferru Barigadu sinis. In programma, una ricca manifestazione articolata in più momenti, nel corso della quale saranno presentati i maggiori progetti del Gal, finalizzati alla promozione dell'agroalimentare di qualità e dello stile di vita improntato all'armonia, alla genuinità e al benessere. Particolarmente significativa la giornata di venerdì, quando i pescatori della marineria di Oristano e Torre Grande avranno la possibilità di confrontarsi con gli eurodeputati: l'incontro è stato fortemente voluto da Heinz Kindermann, coordinatore della commissione Pesca del Parlamento europeo. Un'occasione importante per esprimere le esigenze del comparto, che in questo momento sta attraversando pesanti difficoltà.
11 / 06 / 2008
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Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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