Cinema e Parole
Il prossimo fine settimana, dal 20 al 22 agosto, si svolgerà a Bauladu, nel parco di San Lorenzo, la seconda edizione della rassegna letteraria e cinematografica CINEMA E PAROLE.
Il tema della manifestazione è il viaggio. Il viaggio dei migranti, di tante donne e uomini costretti a fuggire dalle loro case a causa della fame o della guerra, di tanti sardi, che oggi parlano lingue diverse, ma che continuano a vivere la distanza in su disterru. Il viaggio come sogno, come quello dell'“Americano a Roma”, scelto per rappresentare lo spirito spensierato del “nostro viaggio”, attraverso il mondo del cinema e della letteratura:
Venerdì 20, alle ore 19.30, il primo ospite della rassegna sarà Enaiatollah Akbari che, con lo scrittore e giornalista Fabio Geda, racconterà l'incredibile viaggio che dall'Afganistan lo ha portato in Italia. La sua storia, meravigliosamente raccontata nel romanzo di Geda Nel mare ci sono i coccodrilli (edito da Baldini Castoldi, Dalai) sarà introdotta da Antonello Zanda, direttore della Cineteca sarda della Società Umanitaria di Cagliari.
Dopo cena, alle 22, sarà proiettato il documentario prodotto da Insùtv di Napoli, per la regia del giovane mediattivista sardo Luca Manunza, Rosarno, il tempo delle arance, vincitore del Concorso Visioni doc 2010 della Cineteca nazionale di Bologna. Inoltre, in anteprima, sarà proiettato un estratto del nuovo lavoro del collettivo napoletano Insùtv Via Padova è meglio di Milano. A seguire Giancarlo Zoccheddu, direttore del Centro Servizi Culturali (UNLA) di Macomer, incontrerà Luca Manunza.
Sabato 21, la serata sarà dedicata al viaggio come sogno. Alle 19.30, l'Associazione Culturale Chourmo porterà in scena un piccolo racconto di viaggio, anticipo dell'aria e dello spirito del Marina Cafè Noir di Cagliari 2010. Dopo cena, alle 22, introdotto da Francesco Scanu e Tore Cubeddu, sarà proiettato il film Train de vie di Radu Mihãileanu, racconto surreale di un viaggio della salvezza, all'ombra dell'olocausto.
Domenica 22, alle 19.30, il poeta e scrittore Alberto Masala, racconterà “su disterru”, il suo viaggio poetico lontano dalla Sardegna. Dopo cena, alle 22, sarà proiettato il film documentario vincitore del Concorso internazionale “Cinema e emigrati” 2010, Arturo torna dal Brasile di Marco Antonio Pani, racconto della incredibile vicenda del medico algherese Arturo Usai, diventato uno dei padri della documentaristica brasiliana del secondo dopoguerra. A seguire, Elisabetta Randaccio incontrerà Marco Antonio Pani.
Ogni mattina, a partire dalle 10, l'Unione dei Comuni del Montiferru Sinis e il Sistema bibliotecario del Montiferru organizzeranno letture e spettacoli per bambini e ragazzi.
La sera, nel parco di San Lorenzo sarà allestita la mostra fotografica di Valeria Murgia La bambina che non esisteva.
17 / 08 / 2010
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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