Chiude la storica libreria La Pergamena
Una lunga lettera inviata ad amici, lettori e giornalisti. Per comunicare la fine di un’impresa eroica, da Don Chisciotte, come quella di promuovere la cultura d’alta qualità in un piccolo paese della Sardegna, Oristano.
La storica libreria la Pergamena annuncia così la fine dei suoi giorni, lasciando i suoi appassionati tristi e spaesati, perché era l’unica libreria dove ancora trovavi i librai di una volta, quelli che leggono i libri prima di venderli, quelli che sanno consigliarti, guidarti all’acquisto della cultura senza trasformare i libri in merce simile quella degli scaffali di un supermercato.
Ma anche gli appassionati, purtroppo, risentono della crisi e forse negli ultimi tempi, si sono rivolti più alla biblioteca che al fidato libraio.
Non per mancanza di fiducia, ma per puri motivi di sopravvivenza. Purtroppo i libri non danno proteine e carboidrati, e se anche è necessario nutrire l’anima, non solo il corpo, quando si deve scegliere, fare una rinuncia, è sempre l’anima a soffrirne, specialmente in una società dominata comunque dallo spirito materialista.
Nell'approfondimento laterale, il testo della lettera scritta da Elizabeth e Pietro.
Nella lettera c’è un appello, che io spero venga accolto da qualcuno, affinché quella storica libreria di via Duomo non chiuda per sempre.
25 / 08 / 2009
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Cari tutti,
dopo lunga e meditata riflessione e visto l'andamento degli ultimi tempi ci
siamo trovati costretti a prendere la sofferta decisione di chiudere la
nostra libreria. Pertanto da martedì 25 agosto e fino a sabato 05 settembre
venderemo la merce rimastaci a partire dal 25% di sconto (quella del
Commercio Equo e Solidale non è compresa negli sconti).
Cogliamo l'occasione per ringraziare quanti hanno creduto nel nostro
"progetto" e che ci hanno sostenuto, anche concretamente, in questi sedici
anni di attività. Allo stesso tempo ci scusiamo con loro per non essere
riusciti a far fruttare questi aiuti. Pur sapendo quanto l'impresa fosse
difficile da concretizzare in una città ed una provincia come quella di
Oristano, abbiamo creduto fino in fondo che con l'aiuto e la convinzione di
molti anche una cosa impossibile si sarebbe potuta realizzare. Per tale
motivo vi abbiamo investito tutto ciò che avevamo. "Non prevista dal
sistema", " un "bene comune" da salvare", abbiamo sempre detto. Un punto di
appoggio alternativo per combattere l'imbarbarimento e l'impoverimento
generale (in tutti i settori e in tutti i sensi - stiamo semplificando molto
per non scrivere un poema, ma siamo sicuri che capirete): questo ha tentato
di diventare, con umiltà, la nostra libreria. Purtroppo non ci siamo
riusciti. Speriamo che le poche e flebili fiaccole che si intravedono tra
gli interstizi della società riescano a portare avanti un simile progetto
meglio di noi ed in modo compiuto. Vista la nostra esperienza ci sentiamo
però di dire che senza un sostegno economico e morale non saltuario ma
convinto e continuativo di molti, ci vorrà molto tempo perché Oristano possa
contare su un simile "servizio".
Ancora grazie a tutti e un ultimo caro saluto da Elisabeth e Pietro, della
vostra Libreria La Pergamena
P. S.:
Ci farete un piacere se ci mettete in contatto, in tempi brevissimi, con chi
sapete o pensate interessato a rilevare l'attività. Siamo anche in cerca di
aiuto per trovare o costruirci un nuovo lavoro che ci permetta di
sopravvivere e di un ulteriore aiuto per la vendita della nostra casa.
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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