Carnevale Ghilarzese
Oggi si comincia con “Sa cursa de sa pudda: una corsa di pariglie dove i cavalieri, dopo aver lanciato i cavalli al galoppo, cercano di sfiorare delle galline di pezza appese a una corda posta a tre metri d’altezza da terra.
Ma questo, è solo l’inizio del carnevale ghilarzese.
Per il 2010, l’amministrazione, ha pensato di dare un particolare lustro a “Su Carruzu a S’Antiga”, la tradizionale sfilata di maschere, costumi e gruppi folk per le vie del centro storico.
Appuntamento domani, domenica 7 febbraio, alle 15: il raduno di tutti i partecipanti è previsto nei pressi della società di mutuo soccorso.
Il corteo sarà accompagnato dall’organetto. Previste dunque alcune soste nelle piazze per balli sardi e zippolata.
Per tutta la giornata, presso la Casa Badalotti, a cura delle Poste Italiane, ci sarà l’annullo filatelico del Carnevale Ghilarzese.
Domenica 14, invece, sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati: sempre a partire dalla 15, partenza da piazza parrocchia.
Lunedì 15, carnevale dell’anziano presso la casa di riposo Angelino Licheri: la serata sarà accompagnata dalle note del fisarmonicista Ireneo Massidda.
Martedì 16, si replica con un’altra sfilata di carri e maschere.
Chiusura sabato 21, alle 14, per la sfilata intercomunale: si parte da Norbello, si prosegue verso Ghilarza e si giunge fino ad Abbasanta, presso il campo sportivo, dove le Associazioni Turistiche Pro Loco dei tre paesi, unite, offriranno degustazioni ai presenti.
Tutti gli appuntamenti, promossi dal comune di Ghilarza, sono a cura della pro loco, dei gruppi folk Su Carruzu e Onnigaza, dell’associazione centro ippico ghilarzese e infine del comitato dei carristi.
06 / 02 / 2010
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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