Cantieri di relazioni: contro la dispersione scolastica
Migliorare il benessere relazionale attraverso la gestione e la mediazione dei conflitti: tra docenti, tra alunni e tra entrambi, mettendo in gioco anche la famiglia.
Era l’obiettivo di "Cantieri di relazioni", il progetto i cui risultati sono stati presentati questa mattina a Santa Giusta.
La responsabile senior dello sportello d’ascolto, la psicologa Anna Carla Manca ha disegnato la mappa del disagio: scarsa autostima, difficoltà nella gestione delle emozioni, carenze motivazionali.
Le difficoltà di concentrazione, emerse durante i colloqui, sono imputabili in parte a un sovraccarico di stimoli: dei bambini, fin da quando gli riempiamo il box di giocattoli, e degli adolescenti, costretti spesso a una marcia forzata tra sport, corsi di inglese e altre attività extrascolastiche.
Al di là degli ostacoli più o meno moderni, come la televisione, ad esempio, che impesice la comunicazione all'ora dei pasti, le relazioni vanno costruite, curate, ma anche mantenute: per questo i cantieri non dovrebbero chiudersi mai.
Il primo cantiere, durato sette mesi, è giunto alla fine.
Ma ci sono buone speranze perché prosegua.
Il sindaco di Santa Giusta, comune capofila del progetto, proporrà agli altri comuni di sostenere l'apertura dello sportello d'ascolto almeno una volta alla settimana, in attesa del prossimo bando P..O.R. della Regione, con il quale finanziare un nuovo cantiere.
I protagonisti si augurano che non passi troppo tempo, perché altrimenti, è come andare sempre in prima elementare e non arrivare mai alla seconda classe.
08 / 11 / 2008
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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