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Busachi tra architettura del paesaggio e tradizioni Una donna cammina per le vie del paese indossando il vestito tradizionale. Non è un giorno di festa, non c’è una rievocazione storica, né una cerimonia.
È semplicemente una delle 140 donne che quotidianamente porta l’abito di Busachi.
Qui gli usi e i costumi antichi non vengono rispolverati per attirare qualche turista nostalgico del passato.
Qui la tradizione è viva e si alimenta da sola, senza bisogno di interventi dall’alto per la salvaguardia dell’identità.
Anche l’aspetto estetico del paesaggio è stato conservato: appena si entra nel paese l’occhio è subito colpito dalle antiche case in pietra, che arrivano fino alla periferia.
E il piano urbanistico in questo senso parla chiaro: il 90 per cento è zona A, centro storico.
L’unico dramma che vive Busachi, come i paesi vicini del resto, è lo spopolamento, legato alla disoccupazione: negli anni ’50 si potevano contare quasi 3mila abitanti.
Oggi i cittadini sono esattamente la metà: 1.560.
Basta visitare la vecchia scuola elementare per rendersene conto: un immenso edificio, nel passato animato dalle voci e dai sorrisi dei bambini, oggi quasi vuoto, con poche classi e corridoi che sembrano ancora più immensi.
07 ottobre 2007
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