Biblioteca, restauro: solo parole?
In primavera, di solito, arrivano le blatte. D’inverno, invece, alle prime piogge, le dipendenti devono tenere i secchi pronti per raccogliere l’acqua piovana. Per fortuna la nostra è una regione dove la siccità ogni tanto è una benedizione e non una calamità. La siccità salva infatti i libri dall’acqua. Quando invece ci sono stati temporali, i ragazzi che erano presenti nell’aula di lettura hanno smesso di studiare per asciugare le pagine dei libri con i phon. E salvaguardare il prezioso patrimonio della biblioteca di Oristano, tenuto nascosto in stanze che sembrano ripostigli più che archivi. Già perché oltre ai buchi del soffitto, mancano gli spazi. Da anni gli assessori alla cultura promettono restauri, interventi. L’anno scorso addirittura l’assessore uscente, in piena campagna elettorale, mentre realizzavo il servizio per la tv regionale, mi aveva garantito il trasferimento entro giugno 2007 in nuovissimi locali del centro di Oristano «quasi pronti, mancano solo gli arredi», disse. Peccato che quei locali di via SAnt’Antonio abbiano un’altra destinazione d’uso e lì la biblioteca non sarà mai trasferita. L’unica via resta il restauro dell’edificio fatiscente di via Capaccio.
Domani finalmente si aprirà uno spiraglio, oltre a quello del soffitto: la commissione cultura si riunisce per discutere i possibili interventi.
Saranno solo parole che si aggiungeranno a quelle degli oltre tremila volumi che sopravvivono, nonostante tutto? Speriamo che il nuovo assessore alla Cultura, nonostante manchino come sempre i fondi, riesca a garantire un servizio almeno al limite della decenza.
13 / 01 / 2008