Asuni film festival: edizione 2009 dedicata all'Africa
Abitare in una terra di confine, significa vivere non solo un limite geografico, ma anche identitario, dove i contorni del proprio sé sono illanguiditi e le persone vagano alla ricerca della propria essenza.
La terra d’africa, come terra di conquista prima, e di immigrazione poi, è sicuramente una terra di confine.
La storia del cinema qui comincia tardi, nei primi anni ‘60 del secolo scorso, ma è comunque densa e ricca di significato.
Per questo – annuncia il direttore artistico Antonello Carboni - sarà la protagonista della 5° edizione dell’Asuni film Festival.
Dal 27 al 29 agosto verranno proiettate pellicole preziose ed esclusive, che in Italia è impossibile acquistare o noleggiare.
Il lungometraggio di Ousman Sembene, ad esempio, arriva direttamente da Parigi.
Tra i nomi cult degli ospiti, quello di Idrissa Ouèdraogo, palma d’oro al festival di Cannes nel ‘90 e regista, per quanto riguarda l’episodio del Burkina Faso, del film 11 settembre 2001.
Ogni anno, in occasione del festival, gli abitanti spalancano le porte per ospitare gli artisti presenti alla rassegna.
E nonostante quest’anno non siano arrivati i finanziamenti regionali della legge sul cinema, il comune di Asuni ha deciso lo stesso di portare avanti una manifestazione che ogni anno segna, in modo positivo, le anime di un paese che vive al confine in una terra di confine.
11 / 08 / 2009
Pagine correlate cinema
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Asuni film festival: edizione 2009 dedicata all'Africa '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ondeculturali scrivere all'indirizzo email silviadorascenzi@yahoo.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema cinema cultura
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|
|
|
|
CINEMA Altre pagine sugli argomenti
|
|
|

Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
|
Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
|
|
|

|