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Asili nido: inversione di tendenza a Oristano Mentre la maggior parte dei comuni italiani affonda nel problema della carenza di posti negli asili nido, Oristano risale la corrente con 90 posti vuoti per carenza, questa volta, di bambini. È vero che la crescita demografica, in provincia, ha un valore negativo del 2,5 per cento, il più marcato dell’isola, però questo dato da solo non spiega la caduta vertiginosa delle domande presentate a maggio per l’anno accademico 2007- 2008. Già l’anno scorso ci sono state 37 rinunce su 85 domande, e così solo l’asilo di via Satta funziona a pieno regime con 60 bambini, mentre quello di via Libeccio è frequentato da appena 30 infanti. Gli altri 60 posti liberi sono solo potenziali, perché, nel nido di via Campania, i lavori di ristrutturazione non sono ancora conclusi. Ma non c’è fretta: quest’anno le richieste presentate sono appena 56, di cui 36 per lattanti e 20 per divezzi. “È un momento di crisi, spiega la responsabile della segreteria asili nido del comune di Oristano, che occorrerebbe superare con una revisione profonda: si spende molto ma il servizio offerto è superato. Basterebbe una diversa turnazione del personale per poter aprire anche il pomeriggio e il sabato. Le aule sono dotate di pompe di calore, ma d’estate si chiude.” Dove sono allora i neonati oristanesi? Nelle cinque strutture private che offrono flessibilità negli orari e sono aperti anche il sabato. Esclusi naturalmente i bambini che stanno con le mamme, visto che Oristano fa registrare anche il tasso più alto di disoccupazione femminile, che ha raggiunto quota 20 per cento, la più negativa in Sardegna. 30 settembre 2007
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