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Antonio Gramsci a Ghilarza: "La Russia di mio nonno" Entrare nel mondo e nella società della Russia degli anni venti, ma anche scoprire le vicende della famiglia Schucht, che nel paese della rivoluzione bolscevica si era rifugiata per scampare alle persecuzioni dei regimi fascisti.
Questi i due motivi principali per cui addentrarsi nelle pagine del libro “La Russia di mio nonno”, presentato nei giorni scorsi a Ghilarza, dallo stesso scrittore, Antonio Gramsci junior.
Lui, che il nonno non l’ha conosciuto, ha imparato comunque, leggendo le sue opere, “che non bisogna restare indifferenti a quello che ci circonda. Ognuno, partendo dalla propria esperienza quotidiana, deve impegnarsi per cambiare il contesto in cui vive e renderlo migliore. – E ancora - Da quando ho riscoperto la figura di mio nonno, sento un dovere verso l’umanità: il dovere di impegnarmi, di non restare indifferente”.
La Torre Aragonese lo spazio che ha ospitato la serata, organizzata dalla Casa Museo Gramsci, dal Comune e altri istituti, all’insegna della cultura, dei ricordi, della storia, ma anche della musica:
Il nipote del filosofo e politico sardo si è infatti esibito in una performance sonora insieme a Franco Fois e Giorgio Baratta.
Strumenti a corda, fiato e percussione per Grasmci junior, liuto per Fois e voce per Baratta.
11 / 11 / 2008
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